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Fabio Grassi, nato a Massa nel 1956, laureato all’Accademia delle Belle Arti  di Carrara.
È pittore, disegnatore ed incisore, nasce come artista informale, approdando dopo varie esperienze al figurativo.

Dipinge soggetti naturalistici ed astratti, utilizzando tecniche miste su vari supporti.

L’Albero, testimone di un passato atavico, spoglio, isolato, solitario; sulla sua corteccia appaiono le lacerazioni provocate dal freddo, dal vento e dalla forza degli elementi, i segni del tempo e della storia, le cicatrici causate dalla sofferenza
e dalla difficoltà del vivere, ma non solo: anche sfumature cangianti di colore vivo ne decorano le pareti esterne e ne mettono in luce la vitalità esuberante, le passioni pulsanti, la joie de vivre, il suo anelito al cielo.

Lungo la salita, si trovano ai bordi della strada, cipressi, abeti, pini, ed altri alberi; alcuni solitari altri allineati come filari; alcuni svettanti verso il cielo, altri bassi, tozzi ma tutti singolarmente belli. Senza dubbio si ha l'aria di essere decisamente in Toscana. Il cipresso ne è sempre stato un simbolo forte e se mai ce ne fosse bisogno, ultimamente si sta rafforzando questa immagine anche tramite l'utilizzo (quale soggetto primario) di artisti fotografi e pittori, per le proprie realizzazioni. Consideravo comunque, come, da troppe persone, questo albero venga definito triste. L'associazione visiva e molto spesso anche mentale, che ne hanno, è quella legata al luogo cimiteriale, quindi automaticamente ne nasce un riferimento di tipo emotivoche si lega immancabilmente alla tristezza...
...Cominciamo a legare la sua immagine a qualche cosa che abbia a che fare con la serenità e tutto sarà effettivamente più sereno!!

Due cipressi vicini sembravano due vecchi amici intenti a raccontarsi dei loro ricordi.
E a me da molta serenità questa immagine.

Mi sono fermato, sono sceso, mi sono fatto avvolgere dal vento e dal profumo resinoso del cipresso.

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Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra di parlare al cielo in ascolto

I silenziosi difensori della memoria

Gli alberi di Fabio Grassi sono impegnati in un dialogo continuo col prato, il cielo e il vento. Per loro l'artista, 46 anni, di Massa, inventa ogni volta paesaggi sconfinati, colline lievi che si rincorrono all'orizzonte, balle di fieno, solitari cascinali in pietra. L'atmosfera si carica di magia, ai nostri occhi si offre un delicato scenario da fiaba. Sarà su questi alberi che sale Cosimo, il piccolo protagonista del Barone rampante di Calvino e, trovata la sua dimensione, decide di non tornare più sulla terra?

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Critica

Mostre

2010

Expo Arte, Genova
Arte Padova

2009

“Vedo quadro”,
Santa Croce sull’Arno,  Villa Pacchiani
“Accademia dei Ravvivati”,
Piombino

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Microcosmo

Il Maestro abbandona la rappresentazione dell’immensità degli spazi e della totalità della natura per concentrarsi sul “microcosmo” che – grazie alla sua capacità di analisi introspettiva ed alla profondità meditativa della sua riflessione oltre che all’indubbia presenza di un fare pittorico elevato – diviene simbolo del “macrocosmo”, dell’universalità dell’esistere...

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Intervista